I denti del giudizio, noti anche come ottavi, sono gli ultimi delle 4 semi arcate dentarie, la loro comparsa è segno del completamento della dentizione permanente.

I denti del giudizio quando spuntano?

Solitamente i denti del giudizio sputano tra i 18 e i 25 anni, età in cui ipoteticamente si dovrebbe “avere giudizio”, da qui il loro nome. In molti casi possono anche restare nascosti, svilupparsi parzialmente o non crescere affatto. Gli studiosi sono concordi sul ritenere questi elementi dentari praticamente inutili sotto il profilo funzionale ed estetico. Si tratta di un retaggio dell’evoluzione, un’eredità risalente a quando l’uomo aveva una dieta fatta di carni crude e cibi decisamente più duri da masticare, ed aveva quindi bisogno di denti più robusti. Nel corso del tempo questa esigenza è venuta meno con il conseguente rimpicciolirsi di mascelle e mandibole.

È stato osservato che nelle nuove generazioni i denti del giudizio tendono a non svilupparsi per nulla. 

I denti del giudizio vanno tolti sempre?

La maggior parte degli specialisti in odontoiatria è orientato verso l’estrazione dei denti del giudizio, anche perché sono davvero rari i casi in cui le condizioni fisiologiche di un soggetto ne favoriscono il normale e completo sviluppo.

In aggiunta a ciò si deve verificare l’assenza di qualunque tipo di complicazione durante il percorso di crescita di questi elementi dentari.

Una buona strategia, ampiamente condivisa oltre che piuttosto lungimirante può essere effettuare una ortopantomografia (radiografia panoramica delle arcate dentarie) intorno ai 14 anni. In questo modo si può monitorare la situazione e lo stadio di crescita dei denti del giudizio, valutando se vadano estratti verso i 16 anni o se si può aspettare ancora. Una volta analizzato accuratamente il caso si può eventualmente procedere all’estrazione degli ottavi in uno stadio di crescita in cui le radici non si sono ancora formate.

Estrarre un dente del giudizio fa male?

Lo scetticismo e la contrarietà all’estrazione dei denti del giudizio è dovuta principalmente alla paura del dolore. Durante l’intervento chirurgico bisogna precisare che il paziente, sottoposto ad anestesia, non sente alcun male, al massimo può avvertire la sensazione di pressione o trazione. Per quanto riguarda il decorso post operatorio la questione è puramente soggettiva. Oltre che dalla soglia individuale del dolore e dalla velocità con cui la ferita guarisce, tutto dipende dal grado di difficoltà dell’estrazione in se.